Il Comune di Esterzili
Durante il periodo bizantino, mentre i fieri Barbaricini proseguivano con le loro incursioni fu finalmente stipulata una pace duratura, grazie soprattutto all’intervento del papa Gregorio Magno e alla conversione al cristianesimo del condottiero dei popoli della Barbagia, Ospitone.
Il dominio di Bisanzio sulla Sardegna proseguì fino all’VIII secolo, quando nacquero i Giudicati ed Esterzili entrò a far parte di quello cagliaritano nella curatoria della Barbagia di Seulo; quando il Giudicato di Cagliari fu sconfitto dalla repubblica marinara di Pisa e dai suoi alleati sardi, la curatoria della Barbagia di Seulo passò al Giudicato di Arborea.
Nel 1323 una potente armata guidata dal primogenito del Re d’Aragona, l’Infante Alfonso, e dall’ammiraglio Francisco Carroz conquistò la Sardegna: Esterzili venne così unito al feudo di Mandas e, dopo tutta una serie di intricate vicende successorie e dinastiche, nel 1614 entrò a far parte del Ducato di Mandas, per le cui vicende rimandiamo alle pagine dedicate.
Sotto il regno di Carlo Alberto i feudi vennero aboliti e nel 1847 Esterzili entrò a far parte prima del Regno Sardo-Piemontese e poi, nel 1861, del nuovo Regno d’Italia.
Tra gli antichi riti e le tradizioni tramandatesi attraverso i secoli ricordiamo, il 17 gennaio, la festa in onore di Sant’Antonio Abate, caratterizzata dall’accensione di un grande falò e da un banchetto a base dei tipici prodotti locali, carne arrosto, vino, dolci sardi e “is culurxonis”, i gustosi agnolotti di pasta di semola di grano duro ripieni di formaggio e patate lesse, considerati una vera specialità.
I prodotti tipici rimandano all’economia tradizionale del territorio, basata essenzialmente sull’allevamento e in misura minore sull’agricoltura, ma anche sul commercio e l’artigianato, con grandi potenzialità di sviluppo nel settore del turismo naturalistico ed escursionistico.
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