Le origini del Ducato dalle curatorie ad un unico Feudo
curatoria di Unali, che includeva Arzachena, fu unita nel 1346 a quella del Fundimonte, che comprendeva la città di Civita o di Terranova (l’odierna Olbia), costituita da un territorio ricco e fertile; la curatoria di Montangia includeva invece molti piccoli villaggi ed il suo territorio era in prevalenza montuoso.
Le vicende che portarono alla nascita del Ducato di Mandas ebbero inizio nel XIV secolo con l’arrivo dei conquistatori aragonesi in Sardegna, i quali crearono un sistema di gestione delle risorse del territorio molto burocratizzato, basato essenzialmente sullo sviluppo di una rete di feudi sul territorio conquistato e sulla gestione diretta da parte del re dei prodotti più importanti, come l’argento, il sale ed il grano. Tale sistema si rivelò fallimentare, in quanto molto spesso gli stessi feudatari eludevano i controlli, esportando e vendendo le preziose merci per trarne il massimo profitto; i diritti dei feudatari erano inoltre notevolmente limitati e soggetti ad uno stretto controllo da parte della Corona, il che rendeva il territorio sardo poco appetibile dal punto di vista patrimoniale. Questa situazione portò, immediatamente dopo la caduta del giudicato di Arborea (agli inizi del XV secolo), allo sviluppo di un nuovo sistema nel quale i feudatari ottennero pieni poteri giurisdizionali e la trasformazione dei feudi in allodio, ossia l’affrancamento dal re e da molte delle prestazioni ad egli dovute, oltre alla possibilità di disporre pienamente e patrimonialmente del feudo.
Nel corso dei secoli il potere dei feudatari divenne talmente forte da sostituire quasi completamente quello del re, con un complesso intreccio di interessi economici che legavano tra loro le famiglie più influenti, di volta in volta unite o avversarie per la conquista e la conservazione dei loro patrimoni, acquisiti anche grazie ad accorte politiche matrimoniali: in questo contesto si inserisce la nascita del Ducato di Mandas.
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